MAGGIO 2020
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la Fondazione per

Storia veneta

“Creare in una città come Treviso...”
di Gaetano Cozzi


Nuova ricerca pertanto, o meglio due nuove ricerche, accomunate dallo stesso argomento, ma distinte per ambito cronologico, e per problemi, metodi, obiettivi di indagine. La prima, conclusa, ha abbracciato la prima metà del Novecento, e ha riguardato un territorio di pianura assai prossimo a Treviso, Fossalunga di Vedelago; l’altra la Prealpe feltrina, più precisamente quel suo angolo estremo, al confine col Vicentino, che è la zona di Seren del Grappa. Quella che potremmo chiamar trevigiana, ossia Emigrare da Fossalunga, condotta da Luca Pes, Michele Simonetto e Livio Vanzetto (voluto coordinatore), ha individuato i caratteri dell’emigrazione locale permanente e temporanea (tipo, durata, movimenti, cause... ) avvalendosi, oltre che di documenti conservati da privati o in archivi pubblici, di interviste a persone che sono state direttamente o indirettamente coinvolte da vicende emigratorie. I risultati della ricerca sono ora raccolti nel volume della Fondazione, a cura di Livio Vanzetto, Emigrare da Fossalunga.

Il Veneto oltre l’Oceano, così si è intitolata la seconda ricerca, è molto più ampia e ambiziosa della precedente, e ha soprattutto un elemento distintivo, l’interdisciplinarità, ritenuta indispensabile per penetrare nella realtà sociale e umana da noi scelta muovendo da varie angolature, individuandone più a fondo i problemi pratici e gli aspetti umani. Daniela Perco, che è la coordinatrice di questa grande impresa, e Giuliana Sellan, la affrontano, seppur per vie diverse, dal punto di vista antropologico, Annmaria Bagatella Seno da quello della cultura materiale, Loredana Corrà da quello linguistico, mentre Francesco De Melis ha avuto il compito di fornire la documentazione fotografica e filmica, nonché etnomusicale, della continuità di una cultura e di modi di vivere. Quanto a Daniele Gazzi e ad Andrea Zannini, a loro tocca tracciare il quadro storico in cui la nostra vicenda si situa, fornendo le linee essenziali, demografiche, economiche e sociali. Una ricerca bipolare, aggiungiamo, perché condotta anzitutto a Seren e dintorni, per individuare le coordinate di questa terra di emigranti nel periodo delle partenze, e poi, nei luoghi di arrivo, in particolare la colonia di Caxias do Sul nello stato brasiliano di Rio Grande do Sul, per analizzare come si sia avviata la loro nuova esistenza, e cosa sia rimasto, a distanza di varie generazioni, di quel bagaglio di cultura e di fede religiosa, di consuetudini e di lingua, che i partenti avevano recato con loro. Ricerca, concludiamo, che si è rivelata più laboriosa del previsto, ma insieme ricca di risultati di estremo interesse, in gran parte inattesi: è in corso da parte dei vari collaboratori la redazione dei saggi che ne raccoglieranno i frutti.

Accanto, o a corollario di queste grandi ricerche la Fondazione ne ha promosse altre, pur di carattere storico, ma svolte individualmente, e in tempi più brevi. Claudio Azzara si è occupato delle origini di Venezia, trattandone poi in una monografia della Fondazione, nella collana “Studi veneti” col titolo Venetiae. Determinazione di un’area regionale fra antichità e alto medioevo.


 
 
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