spazi Bomben


Nel 1999, quando iniziarono i lavori di restauro di palazzo Bomben, coordinati dall’architetto Tobia Scarpa, i danni causati dal bombardamento aereo del 7 aprile 1944 erano poca cosa rispetto a quelli dovuti allo stato di abbandono in cui versava l’edificio, che aveva subito il cedimento del tetto e dei solai dell’ala nord. Solo dopo un’attenta fase di recupero dei materiali crollati si poté procedere nella ristrutturazione, che si concluse nel 2003.

 

Poco si salvò dell’originaria ala settentrionale, dalla quale è stato ricavato il moderno auditorium.

Rimase invece inalterato l’ampio atrio di ingresso, caratterizzato da due grandi aperture ad arco, chiuse ora con due portali in vetro che conducono a due cortili. Il più piccolo, disposto sul lato sinistro del complesso, ospita oggi una scultura dell’architetto Carlo Scarpa, dono del figlio Tobia alla Fondazione. L’altro arco conduce all’ampio giardino che si estende fino a lambire le acque della Roggia e che unisce palazzo Bomben a palazzo Caotorta, in un progetto ideato da Domenico Luciani, con la vicinanza di Ippolito Pizzetti e Luigi Latini.

 

Ora i rinnovati spazi Bomben ospitano le iniziative pubbliche di carattere scientifico e divulgativo organizzate dalla Fondazione stessa o in collaborazione con altri enti e associazioni, e intendono anche offrire alla città ambienti adatti a momenti pubblici culturali di diversa natura.

 

Fondazione Benetton Studi Ricerche
/ en.fbsr.it stampa del 19 agosto 2019