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la Fondazione per

Le piccole città. Comunità e governo in Veneto dalla caduta della Repubblica alla restaurazione (1797-1815)

ricerca a cura di Alfredo Viggiano


La ricerca, che si è svolta tra il 1996 e il 2001, ha indagato i rapporti tra comunità locali e potere centrale in un arco di tempo che va dalla caduta della Repubblica all’età della restaurazione.

Dopo il breve intervallo costituito dall’esperienza delle municipalità democratiche, i governi austriaco (1798-1805) e francese (1805-1814) che succedono a quello veneto devono confrontarsi con un modello paternalistico e mediatorio fluido, che aveva regolato per secoli i rapporti tra capitale e province soggette e che non era stato scalfito da troppo timidi tentativi di riforma negli ultimi due decenni del Settecento. Le forme di rappresentanza tipiche dell’Antico Regime – corpi territoriali, consigli civici, giurisdizioni feudali – erano state inizialmente riconosciute dagli Asburgo come momento costitutivo e inderogabile del patto politico stipulato tra principe e sudditi.

A partire dal 1803 l’istituzione dei Capitanati aveva messo in discussione il sistema a base cetuale e notabilare fino ad allora vigente, affiancandolo con un modello politico amministrativo controllato da funzionari, e fondato sul principio dell’uniformità dei poteri territoriali e della gerarchia.

La trasposizione negli ex territori della Repubblica del modello fortemente accentrato dell’impero napoleonico (prefetti, cancellieri del censo) ridisegnava in modo radicale il ruolo e i compiti delle comunità locali nei confronti dello stato. Gli anni del governo napoleonico sono segnati da un’intensissima conflittualità che segue le riforme censuarie e catastali e la nuova “distrettuazione dipartimentale”. In tale contesto vecchi notabili e nuovi soggetti appaiono protesi alla ricerca di una nuova legittimità, quali interpreti degli interessi, della storia e dei diritti particolari dei comuni o degli enti territoriali da loro rappresentati, di fronte a un potere che proprio sull’ideologia della frattura con la tradizione basa la sua autorità.










 

ricercatore

Alfredo Viggiano

 
 
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