AGOSTO 2020
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la Fondazione per

Luoghi del paesaggio e del paesaggismo scandinavo


L’interazione tra patrimoni naturali e comportamenti umani sperimenta nel mondo scandinavo uno dei crogiuoli peculiari della geografia europea e della storia contemporanea. Il ruolo preminente che la natura esercita sulla vita di questi popoli emerge da ogni parametro fondativo. Comunità relativamente piccole che stabiliscono un rapporto di elevata sensibilità e particolare intensità con un ambiente fisico di vaste dimensioni, distese di foresta alternate a radure, rilievi di rocce granitiche affioranti, figure d’acqua: acque vive nei torrenti, opere e artifici d’acqua, acque larghe dei laghi e del mare. E tutto dentro una luce obliqua, radente, luce delle cose e luce delle anime, di cui ci parlano filosofia e musica, letteratura e teatro, e nella quale la grande filmografia, da Dies Irae di Dreyer a Il posto delle fragole di Bergman, ci ha mirabilmente guidato.

In questo alter mundus, nel quale il senso della natura intride di sé comportamenti e idee, etica e creatività, concezione del mondo e financo visione religiosa del destino individuale, la gestione dello spazio fisico si svolge a partire dal presupposto (che sta alla base, e non occorre dimostrarlo ogni volta) secondo il quale ogni azione che introduca modificazioni deve ricercare il punto d’incontro più elevato possibile (compatibile) tra esigenze contraddittorie, e spesso conflittuali. Da una parte l’equilibrio dell’ambiente naturale; da un’altra parte la salvaguardia e la valorizzazione della forma del paesaggio; da un’altra parte ancora, l'implacabile domanda di nuovi interventi funzionali alle attività e agli insediamenti umani.

È questo, nel mondo scandinavo, il presupposto comune alle intenzioni della committenza (pubblica) e alle attitudini scientifiche, tecniche e artistiche, in un comune pathos verso la natura che rende culturalmente e politicamente operante ciò che possiamo definire “paesaggismo”, un’area disciplinare e operativa specifica, riconoscibile, autonoma.

 

 

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1994, quinto corso

20 agosto - 3 settembre

viaggio e seminario

coordinamento, relatori, partecipanti

I materiali del corso sono stati successivamente raccolti e pubblicati nell’ambito della collana “Memorie”, nel volume miscellaneo Scandinavia. Luoghi, figure, gesti di una civiltà del paesaggio, a cura di Domenico Luciani e Luigi Latini, con un’intervista/postfazione di Sven-Ingvar Andersson,
Fondazione Benetton Studi Ricerche-Canova, Treviso 1998 (292 pp., 130 ill. col. e 256 b/n, ISBN 88-8706-117-3).

 
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